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Io sono
uno
come sono
denti e sangue e calli e sogni
di come una sequenza improbabile
di sequenze mi abbia precipitato
così come sono
in questo precisissimo momento in cui
io sono
uno
come sono
nonostante i denti e il sangue e i calli e i sogni
nonostante l’idea dell’essere e del non essere
da cui io sono stato tratto
ritratto a immagine di somiglianze vaghe
di cui il vivere è in fondo il ricercarne la ragione
l’origine, l’appartenenza, la desinenza
la dislocanza nella sequenza dell’impossibile
fatto uomo quale
io sono
uno
come sono
aggrappato al mio essere fatto
di denti, di sangue, di calli e di sogni
per non precipitare
nel buio
del non essere più.
Eppure, pare che dal buio
con meraviglia un mormorio bisbigli
un sussurro
qualcosa che assomiglia
all’invito di lasciarsi
andare.
Genoa Greeter
Organizzo percorsi alla scoperta della Genova invisibile se non con gli occhi della poesia.
Richieste e contatti a studio@guidoconforti.it
A Genova ti porterei dal mare
che tu scoprissi la lama piantata nel fianco alla montagna
e mentre il gozzo sciabordando si avvicina
si accendessero i forti e i santuari
ad uno ad uno
come stelle di maggio all'imbrunire.
Ti sbarcherei rapido al Mandraccio
e infilandoci nell'ombra a Sottoripa
ti avvolgerei di umidi odori di fritti,
di pesce e segatura.
Ti condurrei sicuro fra rugose seraccate
di neri palazzi e chiese bianconere
sbreghi di luce e gatti pigri.
Scivoleremmo di porta in porta
fino all'attacco di una rossa creuza
bordata d'edera e difesa
da alti muri e denti aguzzi
di bottiglie frante.
E mentre ogni rumore si disbanda
tra isolati richiami di fringuelli
raggiungeremmo un portico, un balcone, una veranda
e da lì, polvere di madreperla,
vedresti Genova com'è
gelosa e schiva
baciata al mare e in esso flessa.
(Guido Conforti, Cetera)
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